• Ambra Mattioli

La forma non è Apparenza, by Ambra Mattioli

Updated: Apr 22


Ecco un mio articolo pubblicato su davidbowieblackstar.it sito nato dall'idea e dall'impegno di alcuni fan di David Bowie che conosco e apprezzo per la loro iniziativa.


Cosa dire di me, come mi presento? Nasco in Roma, sotto la terza luna di marzo, nel segno dei pesci. Sono la ladra perfetta! Fin da piccola ho imparato a rubare con gli occhi la forma di ogni manufatto, le proporzioni funzionali ed eleganti delle cose, gli abbinamenti di colore che ispirano i poeti, la relazione segreta tra ombra e luce, l’equilibrio negli accostamenti di sapori o anche e soprattutto a riconoscere i sentieri che conducono alle creazioni fantasiose dell’intelletto. Sogno e sono in contatto con tutto ciò che mi serve per manifestarmi nella vita diurna. La musica prima ancora di sentirla la fisso in mente come una struttura che si evolve al pari di una immensa cattedrale, con guglie e pinnacoli e la ammiro e ricordo nel tempo in questo modo singolare. Gli odori sono la colonna sonora della mia vita; ricordi olfattivi che sono luoghi, nomi, persone sempre vividi in me. Sono affascinata dai movimenti involontari del corpo, che rivelano il lato volutamente nascosto delle creature. Dall’atteggiamento dei volti, scopro i loro desideri, le loro paure, poiché la forma non è apparenza. Ho sempre rifiutato di contaminarmi con discipline specialistiche, per non perdere l’interconnessione con tutte le altre non contemplate dalle stesse discipline. Parlo con le piante, gli animali mi raccontano, e discuto animatamente anche con le componenti elettroniche dei computer (che impallo regolarmente, per la gioia dei tecnici aggiustatori). Le mie mani sanno per istinto cosa usare per “fare”. Una strega! avrebbero gridato nei secoli passati; una sinestetica, nel nuovo millennio.


Conosco David Bowie nel 1976, prima come attore ("The man who fell to earth") che come cantante. Parto per Londra in pellegrinaggio. Lavo montagne di piatti in un ristorante mentre imparo la lingua. La sera suono la chitarra alla fermata della metro di "Marble Arch". Queste 5 canzoni suonate in sequenza: "Quicksand", "Space Oddity", "5 Years", "Life on Mars?", "Memory of a free festival", mi hanno permesso di vivere dignitosamente per un anno. Torno in Italia, un paio di ingaggi come animatore in villaggi turistici e poi un lavoro in Banca che mi ha devastata. Siamo nel 1984. La banca mi accorda un part time e questo mi permette di lavorare con la RCA Italiana a un progetto inedito con un gruppo di musicisti che oggi sono nomi famosi nel panorama musicale italiano. Il progetto però non parte. I tributi ancora non esistevano, ma con un caro amico, ancora sempre presente nella mia vita, ricomincio a suonare le canzoni di David Bowie e intanto riprendo a dipingere e a mostrare le mie opere in Europa e in America. E stavolta funziona! Un discreto successo, vendo quasi tutte le opere, ed altre me ne vengono commissionate. Ma sono un demonio e invece di tranquillizzarmi… cambio! (sarà l’effetto Changes?). Mi sposo. Faccio due gemelli (tanto per non esagerare), intanto suono piano bar… non so neanche perché… e poi metto su una specie di tributo in cui David Bowie occupa la parte più rilevante.

La difficoltà nell’interpretare David Bowie è nell’utopia vocale. Il suo range è meravigliosamente ampio, con diversi registri per le composizioni glam e poi quelle melodiche, soul, e poi rock e rock progressive e dark affrontati e sperimentati in cinquant’anni di carriera. Con Bowie non ci si potrà mai annoiare. Non mi annoiavo. Ho continuato. Ho prestato la voce in diversi gruppi; con alcuni c’era giusto il tempo di presentarsi prima di una performance e subito sul palco! Una figata! Al momento ho più progetti in attivo. La band Aladdin Insane, un manipolo di matti (ancora più insani di me), tutti cari amici e bravissimi musicisti a cui ho donato un pezzo del mio cuore. Le versioni acustiche, arrangiate per pianoforte e voce (performance molto intime ed emozionati realizzate in collaborazione con diversi pianisti d’eccezione). Da circa 2 anni propongo il musical Jesus Christ Superstar, l’opera rock di Webber e Rice, nella quale interpreto tutti e nove i ruoli dei principali personaggi (una pazzia assoluta), con la benedizione del caro Ted Neeley (Jesus nel musical), che dopo aver visto il cd che gli ho dato quando l’ho conosciuto la prima volta dopo il suo primo spettacolo al Sistina di Roma, mi dice abbracciandomi: “You are amazing, absolutely amazing… you’re completely crazy!”.

E poi c’è il mio sogno nel cassetto, quello che non avrei mai sperato di realizzare… “1.Outside”! Ho amato da subito e immensamente questo capolavoro oscuro di Bowie, che ha compiuto 20 anni l’anno scorso, e finalmente dopo lungo cercare, trovati i musicisti per questo ambizioso progetto, ho realizzato l’intero lavoro, comprese le parti parlate, interamente dal vivo, e senza basi registrate, in tonalità originale. Sono interprete e produttore esecutivo del progetto 1.OUtside AGain 1995-2015, che ha debuttato a Roma l’anno scorso e che sogno di portare in tour in Italia e chissà forse anche all’estero. Il 10 gennaio di quest’anno, come tanti altri che lo amano, ho sofferto immensamente. Le parole non possono descrivere il distacco e l’angoscia di questo che mi è sembrato un ingiusto e prematuro abbandono. Purtroppo, mi ero accorta del suo male, a dispetto di tante foto rassicuranti e sorridenti che circolavano a fine anno scorso e prima… Con l’uscita di Blackstar ne ebbi la tremenda conferma. Scrissi anche un articolo, parlando con un’amica fan, che concordava con le mie sensazioni infauste. L’annuncio della sua morte mi ha devastata con tutta la forza di un lutto strettamente personale. Tutt’ora ho serie difficoltà in alcuni brani particolarmente legati alla mia gioventù, e con Lazarus soprattutto.

“Da grande” non voglio fare altro che quello che sto facendo, anche se qualche grillo già mi gira in testa… Penso a progetti musicali inediti chiusi a chiave nel cassetto da troppo tempo, per i quali spero riuscire a trovare un sound riconoscibile. Intanto continuo a scrivere i miei romanzi e ho da poco pubblicato anche una raccolta di racconti brevi che sono su tutte le maggiori piattaforme online. E colgo questa splendida occasione per ringraziare il pubblico sempre così caloroso nei miei riguardi e che ha compreso benissimo che tutto ciò che ho sempre fatto e tutt’ora faccio interpretando David Bowie, è animato unicamente dal desiderio di continuare a rendere viva l’opera immensa e prestigiosa di un artista eccezionale, stratosferico, quale lui era … e sempre sarà.”


Grazie per la stima. Ambra




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